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Le prime mosse di Trump in tema di ambiente

12/10/2016 - News
Le prime mosse di Trump in tema di ambiente

La vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali USA ha messo in allarme tutti coloro che negli Stati Uniti d’America e nel resto del mondo si battono per la tutela dell’ambiente. Il tycoon in campagna elettorale aveva infatti più volte affermato come secondo lui il riscaldamento globale fosse un qualcosa di assolutamente falso, inventato da competitor degli USA come la Cina e avente l’unico scopo di indebolire l’industria a stelle e strisce.

Più volte Trump ha garantito la fine della politica a favore dell’ambiente portata avanti da Obama nei suoi otto anni di presidenza e sono stati molti gli analisti che si sono chiesti che fine avrebbero fatto gli Accordi di Parigi, già firmati dagli Stati Uniti, ma più volte criticati aspramente da Trump nel corso della campagna elettorale.

Ed invece il Trump presidente “in pectore” ha fatto un passo indietro rispetto a quanto affermato nel corso della campagna per le presidenziali, anche se ha comunque rimarcato come la sua politica sulle tematiche legate all’ambiente sarà molto diversa da quella a cui Obama ha abituato gli americani nel corso dei suoi due mandati.

Trump apre all’Accordo di Parigi

Nel corso di una intervista concessa al New York Times, uno dei giornali più critici nei suoi confronti nel corso della campagna elettorale, ma anche il primo a fare autocritica per non aver capito gli umori dell’elettorato americano, Donald Trump ha fatto una prima prudente apertura verso l’Accordo di Parigi.ambiente-3

The Donald, come ama farsi chiamare dai suoi sostenitori, ha per la prima volta ammesso che potrebbe esserci un collegamento tra la problematica del riscaldamento globale e le attività poste in essere dall’uomo.

Tuttavia, sempre rispondendo alla domanda dei giornalisti che lo hanno intervistato, ha voluto anche specificare come le tematiche relative al riscaldamento globale verranno affrontate dalla nuova Amministrazione USA avendo come stella polare la salute e la produttività delle imprese e aziende americane, le quali secondo Trump non devono essere chiamate a sostenere dei costi eccessivi e che possano incidere sulla loro produttività per proteggere e tutelare l’ambiente. Inoltre, interrogato su ciò che intende fare con l’Accordo di Parigi sul clima, Trump ha senza dubbio spiazzato i suoi interlocutori e anche l’elettorato.

Chi si aspettava una replica delle affermazioni tante volte fatte in campagna elettorale, con la promessa del ritiro della firma USA, ha dovuto fare i conti con quella che a conti fatti è una mezza marcia indietro di Trump: il presidente “in pectore” ha infatti reso noto di essere “aperto verso l’Accordo”, il quale in questi giorni è oggetto di studio e di analisi da parte sua e dei suoi collaboratori.

Ma non è tutto ore quel che luccica

Se queste dichiarazioni sono senza dubbio molto importanti per chi lotta a tutela dell’ambiente, non si può però gioire troppo, perchè se Trump sembra intenzionato a non ritirare l’adesione USA all’Accordo di Parigi, appare più difficile che metta in campo politiche che concretamente vi diano attuazione.

E a conferma di come Trump sia deciso a cambiare rotto in tema di politiche a tutela dell’ambiente vi è la conferma della sua idea di eliminare del tutto i finanziamenti federali a favore del dipartimento della Nasa che si occupa di studiare i cambiamenti climatici: se questa intenzione dovesse tramutarsi in realtà, il dipartimento sarebbe condannato alla chiusura e la lotta per la salvaguardia dell’ambiente perderebbe uno dei suoi poli d’eccellenza.

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