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Il referendum costituzionale spacca il PD

10/22/2016 - News
Il referendum costituzionale spacca il PD

Il 4 dicembre si avvicina e lo scontro politico sul referendum costituzionale si fa sempre più acceso anche all’interno del PD. Nel weekend è arrivata la presa di posizione di Bersani, che di fatto apre lo scontro con Renzi, affermando che al referendum costituzionale voterà “no”.

Bersani scende in campo per il “no”.

Bersani ha ufficializzato quel che si vociferava da giorni, ovvero che al referendum costituzionale del 4 dicembre voterà “no”. A niente sono valse quindi le rassicurazioni del premier-segretario sui cambiamenti che sarebbero stati apportati all’Italicum. Bersani, dalle colonne del Corriere della Sera, ha accusato il premier di non voler davvero apporre delle modifiche alla legge elettorale e di non aver mai portato la discussione sul referendum costituzionale all’interno del partito.

Nell’intervista al quotidiano di Via Solferino, entrando nel merito della riforma, ha affermato di non condividerne l’impianto di base e di temere che alla fine il sistema istituzionale disegnato dalla riforma andrebbe a dare troppi poteri al potere esecutivo. Bersani si è poi detto certo che questa riforma rischia di allontanare una parte degli elettori del PD e che è anche per questo che ha deciso di votare “no”.

La replica di Renzi alla presa di posizione di Bersani

La replica di Renzi, impegnato a portare avanti le ragioni del “si” al referendum costituzionale, non si è fatta attendere ed è arrivata a stretto giro. Il premier nel corso di un’intervista televisiva ha ricordato come la riforma abbia ricevuto il voto di Bersani per ben tre volte.

Quindi si è augurato che gli elettori si rechino a votare al referendum costituzionale con il pensiero di votare non contro questo o quel politico, ma soltanto per decidere in coscienza se questa riforma costituzionale serve per ammodernare il paese.

Marino e Speranza appoggiano Bersani

Tra gli esponenti più importanti del PD che appoggiano la presa di posizione di Bersani sul referendum costituzionale vi sono Marino e Speranza. L’ex sindaco di Roma ha ribadito come il votare “no” il 4 dicembre sia azione di buonsenso e ha rimandato al mittente, ovvero a Renzi, le accuse di aver voluto personalizzare la consultazione referendaria.

Quindi si è augurato che il PD riesca a non implodere nonostante il violento scontro interno che sta deflagrando a causa del referendum costituzionale. Sulla stessa lunghezza d’onda vi è Roberto Speranza. L’esponente del PD ha nuovamente criticato la riforma che prevede la mandata in soffitta del bicameralismo perfetto e la nascita di un sistema in cui una sola Camera concede la fiducia al governo e esercita il potere legislativo.referendum costituzionale del 4 dicembre

Secondo Speranza questa nuova architettura costituzionale mette a rischio quella che è la stabilità democratica del paese ed è per questo che secondo lui al referendum costituzionale del 4 dicembre è necessario votare “no”.

Franceschini attacca la scelta di Bersani

Chi invece non appoggia la decisione di Bersani è un ex fedelissimo come Franceschini. L’attuale ministro della Cultura ha affermato di non comprendere la scelta di Bersani, visto che il cambiamento della legge elettorale, argomento su cui la minoranza ha chiesto per mesi di essere ascoltata, sarebbe stato discusso in direzione nei prossimi giorni.

Quindi si è detto “addolorato” per questa presa di posizione dell’ex segretario e dopo aver ricordato come scelte come questa finiscono con il dilaniare un partito, ha avanzato il sospetto che dietro la scelta di Bersani vi sia la semplice volontà di uno scontro totale con Renzi per cercare di indebolirlo all’interno del partito.

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