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Gomorra: tutto il realismo del crimine

06/10/2016 - Spettacolo
Gomorra: tutto il realismo del crimine

Gomorra è una serie televisiva di grande successo: nata dal celebre romanzo-inchiesta di Roberto Saviano, questa fiction vuole indagare il complesso mondo della camorra, principale organizzazione malavitosa della realtà campana.

L’accuratezza con cui vengono riportati fatti e meccanismi propri del potere criminale è garantita dal fatto che alla realizzazione del soggetto ha partecipato proprio il giovane scrittore napoletano che, ormai da dieci anni, è costretto a vivere sotto scorta per non incorrere nella vendetta che la camorra gli ha giurato a causa della sua opera. Che sia questo il motivo del successo di ″Gomorra – la serie″?

La prima stagione

Il primo capitolo di ″Gomorra″ ci mostra la famiglia Savastano al vertice della piramide malavitosa implicata nel traffico degli stupefacenti. Napoli, infatti, risulta essere uno dei nodi cruciali con cui i narcotrafficanti tutto il mondo devono, prima o dopo, fare i conti.

Il capo clan è Don Pietro, camorrista di grande esperienza e dotato di una raffinata mentalità strategica. Regina indiscussa della famiglia e suo braccio destro, è la moglie: Donna Imma è sicuramente la migliore compagna possibile che Don Pietro potesse trovare. Dal loro matrimonio è nato un figlio, ormai un giovane uomo: Gennaro, chiamato da tutti Genny, è un ragazzo dedito ai divertimenti e alla vita mondana. Spesso i suoi genitori si trovano a pensare che il delfino non sarà mai in grado di prendere in mano e di gestire in modo adeguato gli affari di famiglia. Quando Don Pietro verrà arrestato, Genny dovrà mettersi alla prova e fallirà miseramente nell’impresa di essere a capo di una cosca camorrista. In primis, il clan Savastano deve difendersi dalle insidie delle famiglie rivali: il racket della droga fa gola a molte altre cosche, soprattutto a quella comandata da Salvatore Conte.anticipazioni-su-gomorra

Genny, però, dovrebbe preoccuparsi anche dei suoi stessi uomini: Ciro Di Marzio, un giovane promettente un tempo fedele a Don Pietro, inizia a scalpitare per ottenere un potere sempre maggiore.

Sarà proprio lui a determinare la rovina della famiglia Savastano: i suoi intrighi riusciranno a spaccare il clan in due fazioni. La guerra mieterà numerose vittime: la più illustre sarà proprio Donna Imma, acerrima nemica di Ciro. Don Pietro, evaso dal carcere grazie alla sua astuzia, avrà attorno a sé terra bruciata e dovrà ripiegare in Germania per cercare di riacquistare il perduto potere.

La seconda stagione

Dopo due anni di attesa, Gomorra è tornata sul piccolo schermo con un secondo capitolo. La lunga attesa dei telespettatori è stata ripagata: puntata dopo puntata si susseguono colpi di scena e momenti di grande tensione.

Genny, ferito gravemente da Ciro l’Immortale nell’ultimo episodio della prima stagione, è riuscito a sopravvivere e, dopo una lunga convalescenza, si reca in Honduras per riallacciare i rapporti dei Savastano con i narcotrafficanti del Paese. Finalmente sembra che il giovane delfino sia pronto a prendere il suo posto all’interno della famiglia: è lucido, paziente, fermo e feroce. Suo padre, però, non è ancora pronto a perdonare il figlio per la sua sconsideratezza: Don Pietro ritiene Gennaro direttamente responsabile della morte della madre. Quando decide di tornare a Secondigliano, Don Pietro lascia il figlio in Germania: non vuole che Genny intralci con la sua condotta i suoi tentativi di tornare ad occupare un posto di rilievo all’interno del mondo della criminalità organizzata.

A Napoli, nel frattempo, la situazione è molto cambiata: tutto gira attorno alla figura di Salvatore Conte, subdolo camorrista che da tempo aspettava l’occasione di strappare ai Savastano la piazza dello spaccio di Secondigliano. Attorno a lui si sono riuniti piccoli e pericolosi clan: tra essi spiccano quello di Di Marzio, divenuto Don Ciro, e quello della feroce Scianel, capo-famiglia donna che non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi maschi quanto a crudeltà e a brutalità.

Ovviamente, questa alleanza si basa su un precario equilibrio: Conte e Ciro sanno che non possono fidarsi l’uno dell’altro. Entrambi aspettano il momento opportuno per eliminare il loro pericoloso rivale: ad avere la meglio sarà Ciro. Le altre famiglie si schierano con lui contro Don Salvatore, colpevole di essersi innamorato di un transessuale: gli verrà tagliata la gola senza nessuna pietà.

Le polemiche attorno a Gomorra: romanzo o realismo?

Sin dalla sua prima puntata ″Gomorra″ ha sollevato grande clamore: nell’ultimo periodi esso è, senza dubbio, più intenso. In molti sostengono come questa serie televisiva faccia una pessima pubblicità al Sud Italia e a Napoli in particolare. Un’altra critica che viene mossa a questa produzione è che, nel raccontare le vicende dei Savastano e di Ciro Di Marzio, si possa incorrere nella fascinazione del male.

Secondo questo pensiero, la scrittura di ″Gomorra – la serie″ presenta i camorristi come intelligenti, scaltri e coraggiosi: qualcuno potrebbe pensare come il mondo del crimine organizzato possa avere molti lati positivi.

La risposta a queste polemiche non si è fatta attendere: Roberto Saviano ha affermato come il male vada raccontato, sempre e comunque, senza mezzi termini. Il soggetto prende spunto da fatti di cronaca e da episodi effettivamente accaduti: laddove i suoi detrattori vedono un eccesso di enfatizzazione, Gomorra risponde con una rigorosa oggettività. In poche parole, la realtà è peggiore di come sembra: a Gomorra il merito di raccontarla senza mezzi termini.

Fonte: www.skyonline.it/dettaglio/gomorra—la-serie/1971/

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