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Wayward Pines: di cosa parla e perchè vederla

08/21/2016 - Spettacolo
Wayward Pines: di cosa parla e perchè vederla

Al suo debutto è stata paragonata a serie cult come Lost e Twin Peaks. Paragoni senza dubbio impegnativi, ma che hanno un loro perchè quando si parla di Wayward Pines, serie che negli Stati Uniti è arrivata al termine della seconda annata, la quale sarà visibile tra poco meno di una settimana su Sky e disponibile anche in streaming grazie al servizio offerto da NowTv. La serie ha suscitato, come era prevedibile vista la trama, reazioni contrastanti.

Tuttavia la maggior parte degli addetti ai lavori la ritiene una serie assolutamente da non perdere e tra i tanti motivi ve ne sono alcuni che vale la pena elencare, non prima di aver dato uno sguardo sintetico alla trama.

Di cosa parla questa serie?

Wayward Pines, che è tratta da tre romanzi di Blake Crouch, i quali recano un titolo assai simile a quello della serie, ovvero “I misteri di Wayward Pines”. Il protagonista è un volto noto di Hollywood, ovvero Matt Dillon, il quale presta la propria bravura al tormentato agente dell’FBI Ethan Burke, il quale è chiamato ad indagare sulla scomparsa di due suoi colleghi.

Alla fine si ritroverà a Wayward Pines, un luogo che pare uscito da una cartolina e dove la vita sembra essere perfetta in ogni suo aspetto. Non servirà molto tempo ad Ethan per capire che in questo luogo niente è come sembra e che una volta arrivati è impossibile allontanarsi.

Una serie che strizza l’occhio a Twin Peaks e a Lost

La serie è stata mandata in onda in contemporanea in 126 paesi per quanto riguarda la prima stagione. Il motivo di tale scelta è da ricercare nella volontà di catturare il più possibile l’attenzione di quelle generazioni di telespettatori che sono cresciute con Twin Peaks e con Lost. Ed effettivamente questa serie ha un grosso debito per quanto riguarda le ambientazioni e lo sviluppo delle vicende con la prima delle due serie citate.

Se poi si tiene presente che nella serie sono presenti anche degli elementi soprannaturali che costituiscono parte integrante della trama e del mistero che avvolge la strana e misteriosa cittadina di montagna in cui si svolge la vicenda, si ha ancora più chiaro perchè chi ha amato Twin Peaks e Lost non potrà che diventare un fan di prim’ordine della serie.

La presenza de “Il sesto senso”

La prima puntata, quella che ha dato il via alla serie, ha avuto dietro la macchina da presa niente meno che M. Night Shyamalan. Chi ama il cinema ha capito che si sta parlando del regista di film di culto quali “Il sesto senso” e “Signs”. wayward-pine

Ebbene, il regista e sceneggiatore ha non solo diretto il primo episodio, ma è anche produttore della serie e ha seguito molto da vicino le riprese di tutte le singole puntate della serie. Questo rende Wayward Pines una serie stilisticamente molto interessante e nonostante la stella di M. Night Shyamalan si sia un po’appannata dopo il brutto passo falso di “After Heart”, si parla comunque di un regista dotato di grande talento a cui vale la pena dare una possibilità in questa che è la sua prima avventura sul piccolo schermo.

La critica che si divide

Se un prodotto, sia esso del piccolo o del grande schermo, spacca la critica, ciò significa probabilmente una cosa sola: che si è di fronte ad una serie probabilmente di qualità e che è troppo avanti rispetto a quello che è il presente in cui viene trasmessa. Per la serie prodotta da M. Night Shyamalan sembrerebbe poter valere questo tipo di discorso, perchè vi sono giudizi assai contrastanti.

C’è chi afferma che se si inizia a vederla non se ne potrà più fare a meno per come ad ogni puntata lo spettatore si ritrova spiazzato e chi invece, come l’Hollywood Reporter, ha accusato gli sceneggiatori della serie di aver imbastito una serie senza alcun senso logico e narrativo e quindi, alla fine, fallimentare.

Ma la critica più interessante e che dovrebbe spingere e procurarsi gli episodi di questa serie attraverso lo streaming offerto da NowTv è probabilmente arrivata dall’autorevole New York Post. Il noto quotidiano ha infatti messo l’accento su come la serie possa essere vista come una metafora dell’America attuale o, se si preferisce non impegnarsi in letture troppo complesse, prenderla come un ottimo prodotto, ben recitato e coinvolgente.

La presenza di Matt Dillon

Matt Dillon aveva già incontrato il piccolo schermo, ma questa serie, in cui il suo è il nome senza dubbio più noto e di richiamo, risulta essere la prima in cui l’attore ha il ruolo di protagonista assoluto.

Questo conferma una tendenza in corso ormai da diverso tempo, quella che vuole i grandi nomi del cinema americano attratti dal piccolo schermo. Basti pensare a Kevin Spacey e a Matthew McConaughey, le cui incursioni nel mondo delle serie televisive, avvenute con “House of Cards” e “True Detective” hanno suscitato l’ovazione della critica e del pubblico.

Matt Dillon non ha avuto gli stessi riscontri entusiastici, ma la sua interpretazione è stata e continua ad essere di ottima fattura ed è considerata come uno dei motivi principali per cui la serie, anche dopo il secondo anno di programmazione, continua ad avere ottimi riscontri di pubblico e di gran parte della critica.

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